Augusta attacca e annuncia la mobilitazione generale per venerdì; Catania e il suo primo cittadino rispondono, chiedendo collaborazione, ma nello stesso tempo difendendo la scelta del ministro Delrio ribadendo come sia basata su solide ragioni.

Augusta risponde nuovamente, questa volta attraverso una nota di Assoporto che non le manda a dire e chiede il ripristino della legalità.

“In un paese – si legge nella nota – dove il governo dell’Amministrazione pubblica è all’insegna dello scandalo quotidiano, il ripristino della legalità deve tornare ad essere la condizione necessaria per ipotizzare ogni qualsivoglia sinergia tra le città di Augusta e Catania. Questo è ciò che tutti gli operatori del settore auspicano da sempre e sono pronti a sedersi attorno ad un tavolo tecnico di discussione, insieme al Governo nazionale e regionale”.

L’attacco di Assoporto non risparmia nulla e nessuno. “Non si può pensare ad Augusta – continua la nota – solo quando si tratta di risolvere l’emergenza di oltre 26.000 sbarchi di gente disperata. E non si possono risolvere le difficoltà di una città metropolitana in affanno usando vecchi sistemi, andando oltre la legge e i procedimenti legislativi adottati”.

Non manca l’accenno e la risposta alla richiesta di collaborazione: “Siamo pronti a risolvere ogni problema di Catania e cominciare a parlare della nascita di un grande sistema portuale Augusta-Catania, ma – ripetiamo – prima rispettiamo quanto stabilità dalla Comunità europea, quindi studiamo nuove idee e diffondiamone insieme il valore: questo significa fare squadra”.

Il concetto è chiaro: Augusta è pronta a collaborare con Catania, ma la sede dell’autorità deve essere della città megarese.