Augusta in strada, per far sentire la propria voce e dire no alla scelta del ministro Delrio di assegnare a Catania la sede dell’autorità portuale della Sicilia Orientale.

Almeno un migliaio di persone hanno partecipato al corteo che dalla Porta Spagnola si è concluso in Piazza Duomo, in nome dell’hashtag #èsoloquestionedicore in riferimento alla categoria ‘core’ a cui appartiene il porto di Augusta e non quello di Catania.

In testa al corteo il sindaco della città megarese, Cettina Di Pietro, insieme ai colleghi di Siracusa, Priolo e Melilli. Ma non solo: al corteo hanno partecipato tutte le sigle sindacali, l’Assoporto Augusta diretta da Marina Noè e anche il mondo ecclesiastico.

Non è mancato, infatti, lo spunto provocatorio dell’Arciprete di Augusta Palmiro Trisutto che ha sfoggiato un cartello con una scritta più che eloquente. “Sono d’accordo a difendere il porto di Augusta, ma voglio difendere un porto bonificato moralmente e materialmente. Un porto che da lavoro, vita e speranza a questa città”.

Un messaggio che non ha bisogno di commenti o spiegazioni. Soddisfatto per la partecipazione il primo cittadino megarese: “Siamo al cospetto – ha detto Cettina Di Pietro – di un corteo con molta partecipazione. C’è il mondo della chiesa, della scuola e anche la rappresentanza di altri comuni della provincia di Siracusa. Ma la cosa più importante è che Augusta ha risposto. Non ci fermeremo qui e faremo di tutto per riuscire a cambiare una decisione che per noi è ingiusta. Bianco ha perso una buona occasione per stare zitto, ha rotto l’indugio solo quando ha annunciato vittorioso l’assegnazione della sede. I presupposti di questa scelta sono falsi e irrisibili. Risponderemo con un documento che presenteremo nei prossimi giorni”.

Ma non è solo Bianco a essere preso di mira dai megaresi: sul banco degli imputati anche il presidente della regione Rosario Crocetta che avrebbe negato di aver richiesto al ministro Delrio di scegliere Catania e non Augusta, salvo poi essere smentito da un documento che attestava la medesima richiesta.

Una questione che oltrepassa i confini megaresi, secondo il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo: “Più che un problema di Augusta è un problema provinciale. E’ la legge a sancire che la sede dell’autorità spetti ad Augusta. Catania ha fatto la parte del leone: se la politica regionale fa un passo indietro, lo farà anche quella nazionale. Si tratta dell’ennesimo scippo perpretato alla provincia di Siracusa”.

Nel frattempo ai megaresi è arrivato anche un inaspettato appoggio dalla città di Catania e in particolare da Fratelli d’Italia il movimento di Giorgia Meloni: “Una scelta scellerata – ha detto Deborah Borgese – che ad essere mal pensanti si potrebbe imputare alla necessità di avere poltrone utili da poter assegnare in tempo di elezioni”.

Ipotesi che rilancia il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio:  “Anche la sede dell’Autorità portuale viene trasformata in una spartizione di equilibri politici. Sono stato 15 giorni fa ad Augusta. Siamo vittime di un partito: Crocetta che accusa Delrio e Delrio che accusa Crocetta. Il sindaco di Ctania Enzo Bianco che si porta a casa la sede dell’autorità portuale. Se fanno così con l’Authority, immaginiamo cosa possa accadere quando dovranno scegliere il consiglio di amministrazione e utilizzare i fondi per gli investimenti”.